L’idea della “Fattoria” nasce dalla passione maturata nel corso di un’esperienza decennale nel nostro allevamento di pecore e capre di Altopiano Batia, in Sicilia, e dal desiderio di realizzare un progetto che non avesse solo un risvolto economico, ma anche etico e sociale. Per impiantare la nostra azienda abbiamo cercato a lungo un contesto agricolo incontaminato, il più possibile lontano da fonti di inquinamento chimico, acustico, elettromagnetico; un luogo dove poter realizzare un sistema di agricoltura modello e polifunzionale, cioè, allo stesso tempo, produttivo e protettivo nei confronti dell’ambiente dove si esercita, parsimonioso nell’uso di energia proveniente da combustibili fossili e infine sano, capace di fornire cibi di qualità.

In Umbria, nel territorio di Orvieto, tra le due frazioni di Canonica e Sugano, abbiamo individuato e acquistato nel 2006 un’azienda che, a nostro parere, presenta le condizioni ideali per lo sviluppo del nostro progetto: un terreno agricolo seminativo quasi pianeggiante, di circa 15 ettari, coltivato a foraggio, particolarmente fertile per la natura vulcanica del suolo, situato su uno splendido altopiano a quasi 500 m slm. Così, con implicito riferimento alla nostra azienda siciliana, abbiamo scelto il nome Fattoria Il secondo altopiano.

L’attività cardine – e la prima che abbiamo realizzato – della nostra azienda è un allevamento biologico semi-estensivo di capre da latte. Nel caseificio aziendale trasformiamo esclusivamente il latte delle nostre capre per la produzione artigianale di formaggi a pasta molle su modello francese, di yogurt e di piccole quantità di burro.

L’insieme delle pratiche agricole e i nostri metodi di allevamento sono rigorosamente naturali e, seguendo i criteri dell’agricoltura biologica, biodinamica e, dove possibile, della medicina omeopatica, si svolgono nel pieno rispetto della salute e del benessere degli animali e dell’ambiente, della salute del consumatore e della nostra qualità di vita.
Seguendo integralmente i criteri dell’agricoltura biologica e le tematiche connesse, la Fattoria Il Secondo Altopiano vuole diventare una “fattoria modello”, un’organizzazione funzionale complessa, realizzando un agro-ecosistema di cui fa parte anche l’uomo - costituito da elementi naturali perfettamente integrati tra loro (coltivazioni, siepi, bosco, insetti e animali da produzione zootecnica).
L’azienda segue inoltre un percorso di filiera completo: dalla lavorazione della terra, l’allevamento e il pascolo - e quindi dal controllo dell’alimentazione e del benessere degli animali - alla produzione, fino alla vendita diretta e la distribuzione.

Attività secondarie, importanti ai fini della valorizzazione dei terreni e del recupero degli scarti vegetali dell’azienda (compostaggio), sono la coltura delle ortive e degli alberi da frutto di varietà antiche e locali. Il preservare varietà autoctone di ortaggi e frutta, oltre a contribuire alla salvaguardia di un enorme patrimonio genetico in via di estinzione, permette infatti di recuperare sapori e profumi dimenticati e di reintegrare nella nostra alimentazione elementi di genuinità.

Abbiamo infine previsto un piccolo spazio per le degustazioni e un piccolo spaccio aziendale per la vendita diretta. L’apertura della bio-azienda al pubblico servirà infatti secondo noi a promuovere la divulgazione del progetto etico-culturale che sottende l’azienda stessa, ossia la possibilità concreta di uno sviluppo moderno e sostenibile. Aspetto caratterizzante del nostro progetto a lunga scadenza sarà quello didattico-divulgativo. Intendiamo cioè progettare e curare attività collaterali (degustazioni, corsi di formazione, campi scuola per bambini, eventi culturali e gastronomici) che, rivolgendosi ora ad un pubblico di specialisti operanti nel settore, ora ad un pubblico di appassionati, mirino non solo a divulgare competenze e pratiche specificamente agricole, ma anche, più genericamente, a veicolare la cultura del rispetto della natura, del paesaggio e dell’ambiente.

Al fine di tutelare il patrimonio rurale, il contesto naturalistico e le risorse energetiche, la nostra abitazione, la stalla, la sala mungitura, il caseificio e la piccola sala per le degustazioni sono alimentati da sistemi di energia alternativa e rinnovabile a basso impatto ambientale (fotovoltaico, solare termico, geotermico), grazie all’applicazione di tecnologie ancora praticamente inutilizzate nel settore agricolo e zootecnico. Tutti gli edifici e gli annessi agricoli sono stati costruiti e ristrutturati, nei limiti del possibile, con materiali naturali, di recupero, non inquinanti e, pertanto, perfettamente integrati con l’ambiente che li ospita.